Armine Harutyunyan

Armine Harutyunyan

Da qualche giorno si parla (anche se forse sarebbe il caso di dire che “si sparla”) di Armine Harutyunyan su social, blog, riviste e quant’altro per via della particolarità della sua bellezza, sicuramente al di fuori dei “canoni tradizionali”, sempre che nella bellezza possa davvero esserci qualcosa di “tradizionale”.

Il fatto curioso è che il body shaming (invito chi ancora non sapesse cosa significa a leggere quanto riportato su Wikipedia) nei confronti di Armine è iniziato perché – pensa un po’ – Alessandro Michele, il direttore creativo di Gucci, l’ha inserita nella classifica delle 100 donne più sexy del mondo e questo ha fatto si che la notizia diventasse virale sui social.
La cosa divertente – se mai ne esistesse una in questa vicenda – è che la collaborazione tra Armine e Gucci risale al 2019, quindi i leoni e le leonesse da tastiera si sono svegliati con un anno di ritardo! Ma diciamolo, mica possiamo considerare queste persone come “normodotate di materia grigia”, giusto?

A poco più di 20 anni Armine è stata la prima modella armena a calcare una passerella importante come quella di Gucci e lo starnazzatore medio che non verrebbe scelto nemmeno per indossare un sacco di iuta si sente in dovere di attaccarla.

Chissà se dopo “il caso” Armine (in realtà preceduto dai fiumi di inchiostro dedicati a Winnie Harlow, a Lily Cole e a molte altre modelle unconventional) il messaggio che la moda non si affida più alle super model anni’80/’90, è passato? La moda si evolve continuamente, anche pescando dalle idee del passato, ma oggi i target e la comunicazione sono cambiati. Si sono – per l’appunto – evoluti. Provateci anche voi.

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